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In una società come la nostra dove si impone sempre più prepotentemente la supremazia dell’apparire piuttosto che essere è quasi scontato trovarsi seduta di fronte la scrivania di un chirurgo plastico una donna che si aspetta dalla nostra opera uno stravolgimento della sua fisionomia e dei suoi volumi. A queste donne io evito accuratamente qualsiasi trattamento possibile, per mia cultura! Bisogna sempre ricordare ed aver bene presente che la chirurgia plastica ed ancor di più la medicina estetica ha come obiettivo principale quello di correggere difetti o dismorfismi, di rinfrescare un volto stanco, di riarmonizzare una silhouette corporea ma sicuramente non di rendere una donna che ha subito i segni del tempo in una nuova paziente ridicola. Quindi a mio avviso, la chirurgia plastica va riservata a quelle pazienti che vogliono restituire al loro viso o al loro corpo una propria giovinezza che già c’è stata. Rinfrescare, riportare i volumi corporei dove erano 20 anni prima, eliminare gli eccessi cutanei dandone nuovo sostegno e armonizzare la propria silhouette è certamente lo scopo della mia opera e di quella di tanti chirurghi che io definisco illuminati.
Il ritocco fatto ad arte consiste proprio nell’adottare dei provvedimenti che possano riportare alla luce la bellezza che è insita in ogni donna che ha delle proprie caratteristiche fisiognomiche che la rendono unica ed insostituibile in mezzo a milioni di donne.
Io credo che sia un mondo molto bello ed è bello proprio perché c’è spazio per tutti, naturalisti, aggressivisti, pacifisti, e guerrafondai, armonizzatori e impressionisti. Ogni categoria attira ed attrae un pubblico di spettatori che riflette assolutamente l’operato dell’artista. L’artista nel caso della chirurgia, non interviene su un materiale statico ed inanimato come il legno o il marmo, ma su un corpo che contiene una vita, un’anima, un carattere, e ne deve assolutamente tener conto. Il marmo, il legno non cambieranno forma, non avranno movimenti, nessuna aspettativa, alcuna emozione….il corpo umano si! e si difende alle nostre sollecitazioni sempre in diversa maniera, molto spesso imprevedibile. È per questo che ogni artista della bellezza, cosi come anche il paziente che rappresenta comunque un’opera d’arte, dovrebbe sviluppare una nuova coscienza e cultura, parlando approfonditamente con colui che sarà la sua opera d’arte per capirne le aspettative, i desideri, le paure.
Non mi permetto di giudicare l’operato di illustri colleghi che sicuramente avranno grandi risultati ma a me piace collocarmi tra i naturalisti della bellezza!

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